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giovedì 30 giugno 2011

Ecco i privilegi degli ex politici, ma intando sui tagli alla Casta cala il silenzio

Una corazzata di 3'385 ex consiglieri regionali che oggi hanno diritto a una “rendita”, con conseguenti favoritismo e agevolazioni, per una spesa annuale che si aggira intorno ai 175 milioni di euro, come documenta un servizio di Panorama in edicola questa settimana.

Il primato se lo contendono le due isole: la Sardegna primeggia nel numero degli assegnatati, 293, mentre la Sicilia spende di più, 21’5 milioni di euro all’anno. Per gli ex inquilini di Palazzo dei Normanni sono previsti pure corsi di lingua e aggiornamenti politico-culturali (42mila e 450mila euro). Chi grava meno sui bilanci è l’Umbria con solo 3 milioni di euro annui e 93 “assistiti”, qui la particolarità sta nella procedura con cui viene calcolata la pensione: la rivalutazione non è legata all’Istat, ma al carovita umbro, è quindi l’ufficio di presidenza a stabilire in maniera del tutto arbitraria, quanto va versato sui conti degli ex consiglieri.

In Calabria le pensioni pagate agli ex componenti dell’assemblea regionale sono 150, per una spesa di 14 milioni di euro l’anno, in soldoni 93mila euro a testa. In Campania invece, in otto anni i consiglieri che godono di una pensione sono lievitati da 168, con 10 milioni di spesa, a 222, con 14’2 milioni in bilancio. Dopo cinque anni incassano 3'100 euro netti, dopo 10 anni 4'500 e dopo 16 anni 6'100 euro. I pugliesi però non se la passano certo male, con 12’2 milioni da dividere per 172 “eletti”.

L’anno scorso infatti la giunta Vendola, per saldare le buonuscite agli ex assessori, è stata costretta ad attingere a 2’3 milioni di euro dai fondi riserva, azzerando il capitolo di bilancio riservato ai libri di testo per gli studenti.

L’Emilia-Romagna al contrario ha approvato con voto bipartisan l’abolizione del vitalizio dal 2015, seguita a ruota dalla Lombardia, pure l’Abruzzo ha ridotto la pensione del 11,7%, ma una cinquantina di consiglieri minaccia di rivolgersi al Tar.

Si discute magari sull’età pensionabile ma guai a “ritoccare” i vitalizi. La casta non si tocca.

Ora parliamo della Casta attuale, si era parlato di un documento del Tesoro che parlava di tagli alla politica ma nel documento di oggi non c’è ne traccia.

Un taglio ai compensi pubblici che non potranno superare quelli medi europei, auto blu non oltre i 1.600 di cilindrata, voli di Stato riservati al presidente della Repubblica, al premier e ai presidenti delle Camere. E poi tagli alle dotazioni di Camera, Senato, presidenza del Consiglio, riduzione del finanziamento pubblico ai partiti, election day stabilito per legge. Non solo, negli ultimi giorni era spuntata persino l’idea di dire basta al doppio stipendio di ministri e sottosegretari che occupano anche uno scranno in Parlamento.

Nella bozza della manovra nemmeno una virgola di tutto quello che è stato elencato


È sparita dalla bozza anche la norma che prevedeva il contributo di solidarietà sui vitalizi d’oro degli ex onorevoli e super manager, era ipotizzato un contributo pari al 5 per mille su tutte le pensioni 20 volte superiori alla minima, cioè quelle dai 9mila euro in su. Era previsto anche il blocco della rivalutazione automatica: nel biennio 2012-2013 non sarà concesso l’adeguamento alle pensioni 5 volte superiori al minimo, mentre è ridotto al 45% l’adeguamento delle pensioni da 3 a 5 volte superiori al minimo. Si noti che si parla di blocco e non di taglio, ma poi di pensioni che si aggirano intorno ai 2mila euro al mese no quelle d’oro, non è di certo il modo per colpire i veri privilegi.

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