sabato 9 luglio 2011
Il ministro Romano e quell'accusa di "apertura a Cosa Nostra"
Il ministro dell'Agricoltura Romano confidava che il caso fosse chiuso, convinto che l'archiviazione chiesta dai pm lo mettesse al riparo da brutte sorprese.
Ma era una convinzione mal risposta. Intanto perché i magistrati dell'accusa ne avevano comunque sottolineato la "provata e preoccupante contiguità" con ambienti mafiosi di prim'ordine.
E poi perché il giudice ha letto le carte in un altro modo, ordinando il rinvio a giudizio del ministro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
L'indagato Romano è diventato imputato perché "per almeno due decenni ha mantenuto una condotta di consapevole apertura e disponibilità nei riguardi di esponenti anche di assoluto rilievo dell'associazione Cosa Nostra"; la sua non è stata una semplice "connivenza non punibile", bensì una disponibilità verso i mafiosi "tradotta e concretizzata in azioni costituenti specifici, consapevoli e volontari contributi rilevanti per la vita dell'associazione, o per sue vaste articolazioni interne".
fonte : corriere della sera
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