giovedì 7 luglio 2011
Per azzoppare le tv locali il governo elimina il Tar
Nel partito degli onesti vale una sola regola: uno scudo a me e uno a te.
Paolo Romani s'è fatto inserire una norma ad personam nella manovra di risanamento.
Per mettersi a sicuro dalla complicata partita del digitale terrestre, nuove frequenze per i soliti noti (Rai e Mediaset) e meno alle tv locali per darle alle compagnie telefoniche e sostenere Internet mobile incassando 2'4miliardi di euro ha fatto inserire questo codicillo che lo mette al sicuro dai prevedibili ricordi al Tar di editori provinciali e regionali, sottoposti a un esproprio "coatto" (è scritto così nel testo).
Il governo che fa cancella il Tar perché non può bloccare il diritto di decine e decine di imprenditori locali, con un paio di righe altamente incostituzionali: "In ragione del preminente interesse nazionale alla sollecitata liberazione e assegnazione delle frequenze, l'annullamento di atti e provvedimenti adottati nell'ambito delle procedure non comporta la reintegrazione in forma specifica e l'eventuale risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente".
Traduzione: davanti ad un atto illegittimo il piccolo editore televisivo non potrà riavere la frequenza scippata, ma solo ottenere un risarcimento in denaro. E chi paga ? I cittadini. E quanto ? Milioni di euro, per adesso incalcolabili.
Tutto questo per tutelare il conflitto d'interessi di Silvio Berlusconi.
Ma poi c'è una seconda norma, stavolta ad aziendam: "l'Amministrazione competente procede senza ulteriore preavviso alla disattivazione coattiva degli impianti avvalendosi degli organi di polizia postale e delle comunicazioni". Sulle televisioni locali si abbatterà un tornado, stando alle proteste dei loro esponenti: i canali cambieranno posto sul telecomando, le frequenze verranno sostituite e le reti regionali dovranno rincorrete i telespettatori spaesati
fonte : il fatto quotidiano
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