Il consiglio dei ministri approva la manovra per l'azzeramento del deficit entro il 2014.
Insieme alla manovra da 47 miliardi passano la delega per la riforma fiscale in tre anni, quella assistenziale e il taglio dei costi della politica. Tutte misure che, al contrario dell'aumento del bollo per le macchine potenti e il ritorno del ticket sanitario, scatteranno nella prossima legislatura.
Il grosso del risanamento però per arrivare al pareggio di bilancio ricadrà sul prossimo Governo e sul biennio 2013-2014.
Ma intanto cala la scure sui Comuni e le Regioni, ben 9 miliardi, è previsto che i negozi possano aprire nei giorni festivi nelle città turistiche e visite fiscali per i dipendenti pubblici dal primo giorno di assenza.
Resta il superbollo sui Suv (sale oltre 225 kw, 301 cavalli), scompare di fatto l'Ice, l'istituto per il commercio estero che finirà sotto lo spettro di azione delle ambasciate italiane.
La manovra prevede: 1,5 miliardi per il 2011; 5,5 miliardi per il 2012; 20 miliardi all'anno per il 2013 e il 2014. Ci sarà poi un innalzamento dell'età pensionabile per tutti a partire dal 2014 (un anno prima del previsto) di tre mesi ogni tre anni; per le donne si è scelta la strada più soft e l'età di pensionamento per le dipendenti del settore privato crescerà di uno-due mesi l'anno dal 2020 al 2032.
Per le pensioni più alte niente rivalutazione se superano di cinque volte il minimo, rivalutazione al 45% se superano il minimo solo di tre volte.
Colpiti i dipendenti pubblici che subiranno il blocco del turn over, il congelamento degli stipendi anche nel 2014 e anche una stretta fiscale sulle visite.
Anche la sanità prospetta sacrifici: fin dal prossimo anno torneranno i ticket su diagnostica e specialistica (10 euro) e sui codici bianchi del pronto soccorso (25 euro).
Nel mirino sono finite Regioni ed enti locali, un taglio totale di 9'3 miliardi di euro.
Nella manovra una cosa positiva c'è, nei prossimi cinque anni lo Stato pretenderà un'imposta del sol 5% a quelle nuove imprese che verranno fondate da giovani sotto i 35 anni.
Ma tutto questo non basta, perché si è messo la mano in tasca ai cittadini e la Casta non ha provveduto a tagliarsi quello che Tremonti pensava.
Infatti i tagli restano ma simbolici.
Allora per adeguare i costi della politica italiana a quelli europei verrà istituita una Commissione guidata dal presidente dell'Istat però dalla prossima legislatura avranno effetto i possibili tagli.
Sugli arei di Stato la mano è stata ferma, ne avranno diritto solo il capo dello Stato, i presidenti di Camera e Senato, il presidente del Consiglio, tutto documentato sul sito.
Taglio alle auto blu, ma le modalità operative saranno definite dal ministro Brunetta, in ogni caso non potranno superare, se non per le più alte cariche dello Stato, i 1.600 di cilindrata.
Previsto l'election day l'accorpamento delle elezioni nazionali e amministrative .
Un taglio del 10% al finanziamento dei partiti ma non compare invece il taglio per l'indennità da ministro. Eppure era stata annunciata appena martedì scorso dalle fanfare dl ministro Romani.
Questa manovra e il dividersi sui rifiuti di Napoli mostrano un esecutivo condizionato dalle sue debolezze e da una alleanza che si sente precocemente esausta. Come se avvertisse in anticipo la fine della legislatura.
Ma a pagare la fragilità del governo è sopratutto la manovra economica, che al momento è un contenitore vuoto, infatti rinvia tutto al 2013-2014. Il punto è che tutti gli interventi annunciati sono coniugati al futuro e sopratutto non sono illustrati nei loro contenuti. Non si capisce su cosa inciderà il bisturi del risparmio e come verrà finanziato l'aiuto allo sviluppo promesso.
Il governo assicura che ci sarà una graduale riduzione dell'Irap e che i giovani imprenditori saranno incentivati ma la copertura al momento appare ignota. Come la riforma fiscale e quella previdenziale, le tre aliquote Irpef contenute nella delega discale entreranno in vigore entro tre anni, ossia nel 2014.
Senza contare che i tagli alla politica riguarderanno la prossima legislatura.
Tutto è rinviato, tutto appartiene al futuro.
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